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Cos’è il conflitto di interessi

Nel mondo finanziario, la vendita di un prodotto implica il trasferimento al cliente di rischi e commissioni: più alto è il livello di rischio trasferito, maggiori sono le provvigioni che vengono incassate da chi ha creato e da chi ha collocato il prodotto.

Gli investitori, che spesso hanno difficoltà a comprendere i prodotti presenti all’interno del proprio portafoglio, non hanno piena consapevolezza del rischio insito negli investimenti.

I professionisti e le società di consulenza finanziaria indipendente, infatti, sono remunerati esclusivamente dai propri clienti, non hanno alcun rapporto con società prodotto o intermediari e non vendono alcuno strumento finanziario e per questo operano in totale assenza di conflitti d’interesse.

Il loro lavoro è consigliare al meglio il proprio cliente nella pianificazione patrimoniale avendo come unico obiettivo la massima soddisfazione delle esigenze del cliente dal quale sono pagati.

Il conflitto di interessi è sempre esistito, anche se in modo latente, fin dalle origini in molte forme di scambio economico e le forme di base della nostra economia sono state create proprio per tenerlo sotto controllo. Alla radice del conflitto di interessi c’è sempre un forte disequilibrio a favore di uno degli attori. Tale squilibrio è dovuto al prevalere, fuori da ogni norma, regola o prassi, dell’interesse di una persona, e pertanto a un eccesso di appagamento della situazione giuridica di chi agisce in conflitto rispetto a quella di chi il conflitto lo subisce. La sua conseguenza più evidente è la sopraffazione, che si manifesta in qualsiasi rapporto contrattuale, dai più elementari ai più complessi, ogni volta che uno dei due contraenti tratta da una eccessiva posizione di forza, e ne approfitta per imporre la sua volontà all’altro, oppure quando possiede molte più informazioni sull’oggetto della trattativa, ed è in grado di nasconderle.

Come valutare la presenza del conflitto di interesse

Oggi definirsi “indipendenti” nel mondo della consulenza finanziaria è diventata più una questione di marketing che di principio.

Affinché una consulenza sia effettivamente indipendente, deve essere scevra dal conflitto d’interesse, e quindi non orientata alla vendita di un prodotto ma solamente alla sostanziale soddisfazione delle esigenze del cliente.

Il fattore che caratterizza la consulenza finanziaria indipendente è la remunerazione. Infatti, solo se il consulente finanziario è remunerato esclusivamente dal proprio cliente e non riceve retrocessioni né provvigioni da alcun intermediario o società prodotto, allora la sua consulenza non è orientata alla vendita e pertanto non è intaccata dal conflitto di interesse.

 

 

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